Inarsind Milano e Lodi

Riceviamo e pubblichiamo

INARSIND CHIEDE A INARCASSA LA MODIFICA DEL REGIME RAVVEDIMENTO POSIZIONI DEBITORIE E DILAZIONAMENTI

Nel Gennaio 2018 INARSIND ha inteso richiedere a INARCASSA di poter intervenire al fine di modificare il regime di ravvedimento delle posizioni debitorie e di dilazione dei pagamenti a favore dei Colleghi che purtroppo possono incappare in momenti critici durante l'attività professionale, in particolare di questi tempi.

Si riporta di seguito il testo integrale della comunicazione firmata dal Segretario Nazionale dott. ing. Ivan Locatelli e dal Presidente INARSIND dott. ing. Michela Diracca al Presidente di Inarcassa dott. arch. Giuseppe Santoro e organi collegiali dell’Istituto.

Ancora una volta INARSIND fa sentire la sua voce a favore degli Ingegneri e Architetti italiani.

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OGGETTO:Richiesta modifica regime di ravvedimento posizioni debitorie e

sistema dilazione dei pagamenti.

 

Con la presente INARSIND vuole portare alla Vostra attenzione la situazione di difficoltà, segnalataci da diversi colleghi, nel sanare la propria posizione debitoria nei confronti di Inarcassa, pur manifestando l’assoluta volontà di farlo, con le modalità a oggi consentite.  

Riteniamo che la nostra cassa di previdenza debba mantenere, nel suo stesso interesse, ed in particolare a seguito del momento di grave crisi che si è verificato al 2008 ad oggi, una funzione solidaristica nei riguardi di quei colleghi che, per ragioni indipendenti dalla propria volontà e dalle proprie capacità professionali, hanno visto in questi anni i propri redditi assottigliarsi fino ed oltre la soglia di povertà.  

Continuare a pensare, dati reddituali alla mano a Voi ben noti, che questi colleghi possano essere in grado di sanare la propria posizione nei confronti di Inarcassa secondo le modalità attualmente in vigore è illusorio e quindi dannoso per la sostenibilità stessa della cassa.  

Va data ai colleghi la possibilità di pagare il dovuto al fine di coprire il contributo previdenziale ed i relativi interessi con rateazioni compatibili con il loro reddito e valutando la possibilità, per i casi particolarmente critici, di rinunciare alla riscossione delle sanzioni (che arrivano, allo stato attuale, a gravare del 60% il contributo dovuto) e degli interessi sulle stesse, che possono rappresentare uno scoglio che insormontabile per chi si trovi in condizioni di difficoltà e che, attualmente, in caso di ravvedimento operoso, possono essere abbattute del 70%.  

Non si tratta di una richiesta di rottamazione generalizzata delle sanzioni maturate, ma di esame accurato delle situazioni debitorie dei colleghi, al fine di consentire, a chi si trovi in condizione di difficoltà, di regolarizzare la propria posizione.

Tecnicamente può risultare un’operazione complessa ma riteniamo che Inarcassa abbia una grande responsabilità nei confronti del futuro degli iscritti e non possa lasciare che migliaia di posizioni restino senza soluzione, senza per questo creare dei problemi alla sostenibilità del sistema che senz’altro è elemento fondamentale per il futuro di tutti gli iscritti.  

E’ quindi a nostro avviso necessario:

-aumentare la durata della rateizzazione in modo da renderla fruibile da chi si trovi in ristrettezze economiche (72-120 rate mensili a seconda dell’entità del debito e della situazione specifica, con un minimo mensile che potrebbe essere di 150 euro);

-consentire a chi arrivasse all’età pensionabile con un debito di poterlo sanare con una trattenuta percentuale sulla pensione (considerando il debito anche in relazione all’aspettativa di vita);

-valutare le situazioni di indigenza, in base ai redditi ed alla situazione patrimoniale, per le quali rinunciare alla riscossione di sanzioni e interessi sulle stesse (es. chi avesse per più di tre anni un reddito inferiore a quello determinante il pagamento del contributo minimo);

-consentire la partecipazione alle procedure di affidamento di servizi di ingegneria ed architettura bandite dalla PA anche in pendenza della regolarità contributiva con l’impegno alla cessione del credito a Inarcassa in caso di aggiudicazione dell’incarico e all’avviamento di un processo di regolarizzazione con rateizzazione (andrebbe coperta prima la parte contributiva e successivamente quella sanzionatoria).  

Alla luce delle recenti modifiche approvate in merito alla riduzione delle sanzioni ed alla possibilità di cessione del credito nei confronti dalla PA a Inarcassa, si ritiene che quanto richiesto risulti compatibile con questi recenti sviluppi e ne rappresenti un’estensione che nulla toglie alla stabilità di Inarcassa mettendo invece in condizione di sanare i propri debiti quei colleghi che altrimenti finirebbero in un “loop”: avendo una posizione debitoria, non avendo disponibilità economica per affrontare un ravvedimento con le attuali caratteristiche, non c’è la possibilità di accedere ad incarichi da parte della PA non potendo esibire la regolarità contributiva, quindi la posizione debitoria non può essere sanata anzi va costantemente ad aggravarsi e qualora i colleghi inizino il percorso di ravvedimento operoso, con la rateizzazione odierna, con il solo intento di poter accedere alle procedure di affidamento, si vedono poi costretti a non portarlo avanti in quanto gli risulta insostenibile.  

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